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Bucky

Documentario - "La storia dei videogiochi"

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un interessantissimo documentario

trovate i restanti capitoli sul Tubo.

 

enjoy


La firma di Bucky

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1:40 - John Romero è diventato inguardabile ... :thumbright:

 

e poi, lol lol lol, dei giochi passati su schermo me ne mancano 3/4 da giocare.

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Io continuo a storcere il naso nell'accostamento tra videogiochi e arte.

Però è interessante.

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Io continuo a storcere il naso nell'accostamento tra videogiochi e arte.

alcuni lo sono eccome.


La firma di Bucky

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Io continuo a storcere il naso nell'accostamento tra videogiochi e arte.

alcuni lo sono eccome.

Concordo.... o almeno ne contenono molta.

Ad esempio, mio padre (pur essendo tecnologicamente al passo coi tempi -giusto per dire che non è refrattario al mondo informatico, anzi-) ha sempre definito i videogames una cosa, a parer suo, noiosissima... ma è andato in visibilio quando gli ho passato le colonne sonore di 3-4 giochi (DragonAge su tutti) e un paio di screenshots di paesaggi fatti con Oblivion.

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alcuni lo sono eccome.

Intendiamoci, a me piacciono i videogiochi e non contesto affatto che alcuni processi della loro realizzazione possano contenere componenti artistiche. Lo fanno eccome.

 

Ma l'esperienza di come si vive un videogioco penso sia profondamente diversa rispetto a un libro, a un film o quant'altro (scegli una qualsiasi opera che siamo sicuri di poter considerare "arte").

 

Insomma, lo so che antropologicamente l'arte è gioco eccetera, ma credo che nessuna opera degna di appartenere alla categoria sia nata con intenti ludici nel senso più terra terra del termine.

L'appagamento ultimo del gioco è arrivare alla fine (vincendo). Di quale estetica si può dire questo?

 

O esisterebbero delle "correnti" anche nei videogames. Ci sono, in effetti, ma mi sembra sempre che si rifacciano a temi quali "gameplay", "grafica" eccetera.

 

Più nello specifico, comunque, nel documentario il videogioco è automaticamente associato da chi ne parla all'arte. E in modo quasi da volersi giustificare di qualcosa.

Tra l'altro, anche fosse, i videogiochi non sarebbero "arte" di per sé, così come non lo sono la musica, il cinema, la pittura ecc.

Sarebbero solo dei medium. E quel che ne uscirebbe potrebbe essere arte come no.

 

Ma magari mi sbaglio, eh?

 

è andato in visibilio quando gli ho passato le colonne sonore di 3-4 giochi (DragonAge su tutti) e un paio di screenshots di paesaggi fatti con Oblivion.

Per l'appunto, si parla di arte musicale e visiva.

Ma sarebbe come dire che il contenuto di un libro ha automaticamente valenza artistica perché la copertina è stata disegnata da Frazzetta.

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Non so... tirare una riga e dire "di qua è arte, di là no" mi pare un pochino limitativo.

Nel senso che uno può dire "l'arte è una roba seria", e tutto l'intrattenimento diventa "non arte", con in mezzo (ad esempio) Frankenstain Junior, i libri di Clancy e i fumetti in genere.

L'arte (in senso non antropologico) come "gioco" e non solo come intrattenimento/contemplazione è un concetto nuovo che arriva grazie alle nuove tecnologie, fino a 30 anni fa il massimo che potevi fare era coinvolgere un poco gli spettatori a teatro. Come conseguenza, è un'arte che muta velocissimamente (al passo con la tecnologia che la supporta) e a volte difficilmente discernibile dal mero stupore per la "cosa nuova che son riusciti a fare".

Io ricordo "Wing Commander" come una delle esperienze più appaganti tra storia e gioco. Per me è arte.

Oblivion, per quanto bellissimo, mi ha "preso meno" dal punto di vista della storia.

 

Allo stesso modo considero "LaserSquad" (giocato col C64 25 e passa anni fa e tuttora con l'emulatore) arte, per il modo in cui fu pensato e realizzato.

 

Ma faccio il programmatore, mica lo "Sgarbi".... magari ho detto una marea di vaccate :)

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Non so... tirare una riga e dire "di qua è arte, di là no" mi pare un pochino limitativo.

E giuro che non era quello il mio scopo :)

Tant'è che ho detto che diversi aspetti di un videogioco possono essere considerati artistici.

 

Nell'insieme no.

E non perché sia una forma di intrattenimento, mentre il resto è "roba seria" (per me Rat-Man è arte fumettistica, per dire).

 

Semplicemente mancano i presupposti per il mezzo "videogioco" di essere considerato arte.

Guardi un film, leggi un fumetto, guardi la Cappella Sistina. L'appagamento è tutto lì ed è caratteristico dell'arte.

 

In un videogioco, l'appagamento è dato da una retribuzione alle proprie capacità.

E non è arte questo. E' "solo" gioco.

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non capisco il succo del discorso, ci si perde nei meandri delle ambiguità del linguaggio.

non va bene dire : il videogioco è uno strumento capace di veicolare contenuti artistici ?

non è forse condivisibile ?


La firma di Bucky

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In un videogioco, l'appagamento è dato da una retribuzione alle proprie capacità.

E non è arte questo. E' "solo" gioco.

 

Ecco, e questo, secondo me, è un presupposto sbagliato, o più nello specifico: è errato generalizzare.

 

Concordo con il discorso del videogame come medium, ma, proprio come altre forme di intrattenimento, un titolo è calibrato per soddisfare certi target e "voglie".

Libri e film intrattengono nel senso più ampio del termine: possono dare una forma di appagamento estetico, costituire un impegno più cerebrale, regalare emozioni primitive e viscerali.. sono forme di intrattenimento che richiedono un grado di partecipazione diversa (un libro richiede anche una certa dose di capacità di immaginazione/fantasia che un film richiede certo in maniera minore) ma per entrambi è richiesta un intenso coinvolgimento dell'artista e del fruitore.

Anche in questi due campi esistono le patacche che mai definirei "arte" ma insomma credo di essermi spiegato.

 

Passiamo al videogame: ecco secondo me la differenza sta solo nell'ulteriore grado di partecpazione richiesto al fruitore, che può essere più o meno intenso ma costituisce spesso un coinvolgimento emotivo e non solo meccanico/adrenalinico.

Un video game come homeworld richiede un certo acume, e da soddisfazione vincere, ma la storia è coinvolgente, la grafica era incredibile, la colonna sonora fantastica.. ecco non ha senso considerare il gioco come mero contenitore delle parti, perché chi gioca apprezza le parti e l'insieme (come di un quadro, i colori, il tratto, la tecnica, il significato personale e volendo quello più o meno noto attribuito dall'autore).

 

Prendi Alone in the dark (il primo gioco): grafica orrida che comunque costituiva un balzo tecnologico (e lo so che questa è una cosa che magari apprezzano solo gli ingegneri, ma tant'è), atmosfera fantastica, sfida alle abilità del giocatore nella media, background validissimo.. quell'insieme di triangolini mi ha fatto ben più paura dell'ultimo resident evil per dire. Proprio come per l'arte "classica", molto dipende dall'artista e molto da chi "contempla".

 

Per finire, decisamente trovo l'esempio dell'arte come "roba da contemplare che da appagamento autoconclusivo" estremamente riduttiva, né posso concordare con l'esclusione dall'arte delle esperienze partecipative.

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