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Mercuzio

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    Collezionista di goblin morti
  1. Il problema, che causa il danno e contestualmente crea, nutre e perfeziona il bimbominkia (figura emblematica di cui parlerò in seguito) è qualcosa di parallelo ma profondamente contestuale alla manovra economica di cui Nemo parlava. Ovvero che spesso, sempre più spesso anzi, case editrici prendano la letteratura facile (di ogni genere) e la trattino, agli occhi del lettore , come fine, raffinata , ricercata. Semplice pubblicità, ma ingannevole. Il bimbominkia si sente "autorizzato" al cazzeggio in virtù della"grande qualità" delle sue letture. Il ciclo continua. Il bimbominkia prolifera in ambienti che prima erano di nicchia, come certa letteratura, certa discografia, fumetti , videogiochi ecc. , legge tre righe, ascolta qualtro efebi castrati che cantano e giù via che si sentono specialisti. Io mi sono affacciato a questo mondo in punta di piedi, confrontandomi con persone molto più grandi di me che mi hanno istruito a dovere. L'approccio è molto molto diverso oggigiorno. La Troisi si è incastonata in questa situazione, credo senza aver alcuna colpa, e la sua ruggente protagonista (cento colpi di spada prima di andare a letto) ha conquistato il cuore di decine di giovani saputelli. Stanlio e Ollio nelle loro avventure con un accendino acceso riescono a stupire una tribù di cavernicoli. Nessuno li criticò infondo. Forse esageriamo...^^
  2. Infatti , ripeto la Troisi non ha "colpe", urta la mia sensibilità di lettore mediocre il fatto che venga considerata sublime da alcuni. Se lei scrive, a me niente viene tolto, ma se qualcuno la pone sul podio, un posto da cui per me è distante milioni di miglia, in qualche modo "danneggia" gli autori a cui sono legato maggiormente che sul podio ci sono da anni. E' come il tappeto di Lebowsky, non è per il valore, è che da un certo tono all'ambiente.
  3. Questa parte meriterebbe da sola un forum a parte con sociologi e antropologi che ne discutono. Mi trovi d'accordo su tutta la linea. Siamo in un forum dedicato a Heroquest, prendo quindi d'esempio il gioco e la parte narrativa che lo contorna (non per intero il mondo di WH, solo quello che si legge nei testi di HQ). E' un fantasy semplice, ccomprensibile, dedicato ad un pubblico giovane, che si sofferma poco sul "come" e sul "perchè", che lascia poche risposte alle tante domande, dove il male è il male più oscuro ed il bene è puro eroismo. Stereotipato. Eppure raggiunge perfettamente il suo scopo. Sto scrivendo qui, voi state geggendo, a distanza di anni dalla prima partita a questo gioco dall'atmosfera magica (indubbiamente le dinamiche del gioco sono state decisive per il suo successo e per l'amore dei fan). Trascendiamo dall'esempio che ho fatto. Una storia, anche molto semplice, se ben gestita può ottenere lo scopo che l'autore si prefigge di ottenere, più o meno bene. Tolkien scrisse per se stesso e non per il pubblico ed ha ottenuto un enorme successo. Alle volte l'opera sfugge dalle mani dell'autore che non la domina più. Questo è un esempio di eccellenza. Tale eccellenza , ultimamente , scarseggia. Vabbè. La Troisi ha scritto una storia semplice con lo scopo di stupire e meravigliare? Mi pare di no. Allo scopo di dare introspezione ai personaggi e dipanare trame sulla psiche complessa degli attori che muove? No, a occhio no. Da quel poco che so , ha passato gran parte del suo tempo di adolescente in casa e da brava amante dei manga e del fantasy, s'è scritta una storia per se, che la facesse evadere un pò. E' una colpa? No, l'abbiamo fatto tutti, in gioventù, ad avere una storia da raccontare. Alcuni l'hanno scritta, altri no. In questo discorso pacifico, a questo punto arriva "qualcuno" che dice che è un prodotto sensazionale, sublime, inarrivabile. A questo io dico no. Un no megalitico, gigantesco. Purtroppo per noi, per fortuna dell'autrice, un'orda di neosaccenti sapientini dell'ultima ora, che scrive con le k e con le x' (che Iddio li fulmini quando sono soli nel bosco , così nessuno li aiuta), segue l'idea del "qualcuno" e compra senza freno il romanzo, nato senza pretese, in sordina e dal contenuto sottile. E' più comprensibile e quindi tutti lo possono leggere. Stesso discorso al botteghino, Enrico Vasai è molto più visto di un Jadorowsky.
  4. Concordo con Nemo. Il romanzo è si scorrevole, ma in gran parte ciò è dovuto alla pochezza dell'intreccio e alla relativa semplicità dei fatti. Per quanto riguarda la possibilità di scrivere di meglio, rettifico: Non so se tutti siano in grado di scrivere meglio di lei (sebbene il livello di scrittura è tutt'altro che inarrivabile), ma so che una buona parte di amanti del fantasy potrebbero RACCONTARE fatti più interessanti o avvincenti. Va molto di moda ultimamente pretendere di diventare estimatori ed esperti delle cose leggendo o guardando ciò che ha più riscontro. Il fantasy non fa eccezione e ciò si veicola attraverso autori come la Troisi.
  5. Non voglio assolutamente offendere i gusti di nessuno, ma proprio mi esce fuori dai denti questo commento (che è da intendersi come un semplice parere e come tale va considerato). Non mi piace per nulla. L'intreccio è troppo legato a clichè che altri grandi maestri sanno usare meglio della scrittrice , vuoi perchè è oggettivamente giovane, vuoi perchè il fantasy è un genere dal pubblico esigente e pignolo. I personaggi , a parer mio, si muovono come mosche su un vetro, sbattendo la capoccetta su un disegno fiacco e bidimensionale, senza fare ne dire ne rappresentare niente di concreto o anche lontanamente interessante e degno di nota. Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, come eroi fantasy rendono molto di più. Allo stesso tempo la vicenda non è neppure semplice, asciutta, essenziale, anzi è una costante fioritura di eventi, per lo più prevedibili, che ricordano una tela incrostata di colore raffigurante fiori in un vaso (ma lungi da "I Girasoli " di VG.). La frase che ha reso celebre l'opera nel mio gruppo di amici è : "Mi cognata Ivana , ar bujo e 'mbriaca scriveva quarcosa da raccontà", che significa che anche i meno esperti con difficoltà maggiori sarebbero riusciti a creare un opera altrettanto valida. Ripeto, per quanto aspro e duro sia questo mio commento, rispetto pienamente tutti coloro che apprezzano quest'opera e, ripeto, il mio è solo un parere esposto con parole pungenti e scherzose. Sarei dispostissimo, me lo chiedesse personalmente, ad esplicare all'autrice il mio punto di vista in termini costruttivi e per inteso, sebbene la sua opera sia una delle cose al mondo più distanti da un mio plauso, rispetto il suo lavoro intellettivo.
  6. La leggenda ritorna e dicono che non sarà da sola! Si vocifera anche di Loom e Maniac Mansion! http://grumpygamer.com/ (sito del creatore Gilbert^^)
  7. Io ho partecipato ad una lega tra amici poco tempo fa con la squadra "Alle donne piace il Chaos" in cui avevo messo alcuni dei miei vecchi pg (sotto falso nome) che si erano corrotti al caos nel gioco di ruolo da tavolo... Bloodbowl si presta bene a sti giochetti^^. La versione dS? ti prego dimmi com'è perchè mi sa che la compro!
  8. Mi hai dato un'ottima notizia! L'ho seguito molto mesi fa, ma mi era passato di mente. Ho visto molti trailer e mi pare parecchio fedele al gioco originale (perfino nelle meccaniche) che diciamocelo, è forse il miglior gioco della Gamesworksop. Ho un amico che è una specie di zelota del Blood Bowl e che ragiona in funzione di esso. Si sa niente della versione per xbox live?
  9. Mai stato (tranne proprio tanto tempo fa) in un forum in cui ci sono così tante risposte per una preentazione;_; Siete Grandi!
  10. Ho esagerato un pò dai, non faccio così schifo... Comunque in tutto questo Heroquest ha sicuramente dato quella spintarella che serviva alla mia mente per cadere nel baratro....^^
  11. Ciao a tutti! Sono un imbecille squilibrato cresciuto con Heroquest con una grande passione per le miniature (l'aquisto del gioco si è rivelato fatale :lol: ). Spero di poter condividere con voi questa mia (costosa!) passione!

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